Il palazzo Baronale fu costruito prima del 1648, poiché in quell’anno venne acquistato insieme al feudo dalla famiglia Pinello (i). Successivamente, nel 1699, il feudo insieme al palazzo furono venduti per 130.000 ducati alla famiglia Figliola. Presumibilmente l’edificio ha subito il rifacimento della facciata principale nella seconda metà del ‘700. Si tratta del primo grande palazzo costruito in un tessuto precedentemente caratterizzato da cellule abitative più modeste. la facciata principale, invece, sembra databile all’ultimo trentennio del XVIII secolo poiché i mattoni sono molto sottili con uno spessore medio di 4 cm o poco più, come tipico di questo periodo.

Il palazzo, di origine feudale, aveva oltre agli ambienti per la residenza, anche gli alloggi della servitù, ai quali si aggiungevano agli spazi per la conservazione dei prodotti agricoli, provenienti dai possedimenti terrieri, e le stalle per gli animali. Il palazzo Baronale, pur avendo una facciata settecentesca unitaria, è costituito da più corpi di fabbrica articolati intorno a due cortili che lo rendono un organismo eterogeneo, oltretutto rimaneggiato più volte con interventi di adeguamento.

La facciata presenta caratteri decorativi accentuati, i portali sono affiancati da paraste leggermente inclinate verso l’esterno, come avviene anche nell’incorniciatura del portale della chiesa di S. Agostino.

Fonti:
• Fonte: “Città Sant’Angelo, ipotesi di un racconto per immagini” di Massimo D’Arpizio e Graziano Gabriele – 1991
• La tecnica costruttiva del laterizio nel centro storico di Città Sant’Angelo – di: Carlos Cacciavillani Nina; M. Margiotta; Claudio Mazzanti