GIOVANNI GRAVELLI
(1922 – 1981)
Arcivescovo, Nunzio Apostolico

Nato a Città Sant’Angelo (Pe) il 12 marzo 1922 da Giuseppe ed Emilia D’Andreamatteo, visse l’infanzia nel paese natio e vi frequento le scuole dell’obbligo. Seguì gli studi ginnasiali nel seminario diocesano di Penne e poi in quello di Chieti per le classi liceali e l’approfondimento della teologia (1937). Ordinato sacerdote il 29 ottobre 1944, fece una breve esperienza di vita pastorale come vice parroco nella diocesi di Città Sant’Angelo, dedicandosi in particolare all’educazione dei giovani, sotto la guida di Mons. Nicola De Luca. In seguito, si trasferì a Roma per continuare gli studi e dedicarsi alla carriera diplomatica.

Il 30 marzo 1950 si laureò presso la Pontificia Università di Roma con la tesi “Il Problema del divorzio e il parlamento italiano”. Entrato nel 1950 nella diplomazia vaticana, rimase alla Segreteria di Stato fino al 1955. Dal 1955 al 1957, come Segretario, fu addetto alla Nunziatura Apostolica del Cairo (Egitto). Dal 1957 al 1963, lavorò alla Nunziatura di Parigi con l’incarico di Consigliere. Durante quella permanenza fu insignito della “Legione d’onore” dal generate De Gaulle, per acquisiti meriti particolari nelle relazioni tra la Francia e lo Stato della Città del Vaticano. Dal 1963 al 1964, lavorò alla Nunziatura di Bogota (Columbia) col titolo di Consigliere. Dal 1964 al 1967, fu Addetto alla Nunziatura di El Salvador e Guatemala. Il 24 dicembre 1967 Paolo VI lo nominò Arcivescovo titolare di Suas e Nunzio Apostolico in Bolivia. Il 12 luglio 1973 fu nominato Nunzio Apostolico in S. Domingo (Repubblica Domenicana) e Delegato Apostolico in Portorico.

Il 1 dicembre 1981, appena tomato in Italia per un periodo di vacanza, fu colpito da una violenta crisi cardiaca, decedendo lo stesso giorno nella sua casa di Città Sant’Angelo. Giovanni S. E. Mons. Gravelli, per 37 anni, dopo un breve periodo di vita pastorale, aveva svolto la sua attività elettivamente in campo diplomatico, segnalandosi per viva intelligenza e senso di equilibrio. Sempre aperto al dialogo, atteggiamento largamente sottolineato dalla stampa internazionale, per le sue qualità di grande tessitore si trovò ad affrontare e risolvere delicati problemi tipici di in un’area politicamente instabile come era quella dell’America latina. Ad essi si dedicò con passione e pazienza, ottenendo successi diplomatici e vivo apprezzamento.

Della sua vita, va ricordato un episodio particolare: egli ebbe la volontà e la forza di portare la benedizione alla salma di Che Guevara, quando fu assassinato il 9 ottobre 1967 dai militari boliviani.

Mori a 59 anni il 1 dicembre 1981, improvvisamente.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

• Giovanni Gravelli , Il problema del divorzio e il Parlamento Italiano, 30 marzo 1950, Pontificio Universita di Roma.
• Discorsi e scritti diplomatici tenuti presso l’Annunziatura Apostolica de II Cairo, 1955-1957,
• Discorsi e scritti diplomatici tenuti presso l’Annunziatura di Parigi, 1957-1963, Biblioteca dell’Annunziatura Apostolica di Parigi.
• Motivazione per l’Assegnazione della legione d’onore per “meriti particolari” nelle relazioni tra la Francia e lo Stato della Città del Vaticano.
• Ricerca e lavoro diplomatico, inscritti presso la nunziatura di Bogota e El Salvador, El Guatemala, 1964-1967, Biblioteca.
• Documento di nomina quale Nunzio apostolico della Repubblica Domenicana, 10 luglio 1973.

Fonte:
Giovanni Allegro – Gente d’Abruzzo – Dizionario biografico – Andromeda Editore – 2006

Spiega il prof. Contardo Romano «Monsignor Gravelli è stato un vescovo di grande fede e grande carità. Ricordo, ancora, quando il giovane don Giovanni, nel 1959, incaricato come consigliere di nunziatura a Parigi, ricuperò un vecchio edificio in dissesto per farne un’opera di carità per la salute dei più bisognosi, così come la sua attenzione “sempre gentile” ai malati del Policlinico di San Salvador. Altri sono gli esempi che potrei citare nel ministero del vescovo di Città Sant’Angelo, dalle testimonianze di Giuseppe Contarini, ambasciatore italiano a El Salvador, alla massima onorificenza ricevuta dal presidente della Repubblica Domenicana.»

Fonte:
La Porzione