PASQUALE CASTAGNA
(1819 – 1887)
Storico, erudito, patriota

Figlio di Michelangelo Castagna, Pasquale nacque a Città Sant’Angelo il 19 novembre 1819. Studiò a L’Aquila in compagnia di G. C. Pica, L. Dragonetti, S. Spaventa, C. De Meis e poi ad Ortona presso la scuola del teologo Domenico Pugliese. Completò la sua formazione a Napoli con gli studi di medicina. Subito dopo entrò in contatto col mondo letterario e con la scuola di Basilio Puoti di cui divenne discepolo. Il suo primo scritto fu una strenna dal titolo Il Menestrello, pubblicata nel 1842 a Napoli.

Cominciò a scrivere sui giornali napoletani fino ad ottenere la nomina a segretario del Progresso, uno dei più importanti giornali dell’epoca, sul quale recensì molte opere storiche, letterarie e filosofiche. Tra queste ricordiamo Scienza della vita di Valery, Colonna Infame di Manzoni, la prima annata dell’Archivio storico italiano di G.P. Vieusseux. Collaborò in seguito con altri giornali, come il Poliorama, Lucifero, il Giornale Abruzzese e il Gran Sasso d’Italia.
In quegli anni fece amicizia anche coi patrioti Carlo Poerio e Silvio Spaventa entrando negli ambienti politici e rivoluzionari. Insieme ad altri patrioti iniziò a pubblicare il Corriere italiano, un giornale di tendenze liberali, che già al primo fascicolo venne censurato. Da allora Pasquale venne sottoposto a continui controlli della polizia che lo indussero a tornare a Città Sant’Angelo nel 1847. Qui riprese per un breve periodo l’attività medica ma ben presto tornò ai suoi interessi letterari. Prese così a collaborare con la rivista Regno delle Due Sicilie descritto e illustrato sulla quale pubblicò numerose monografie che contenevano notizie storiche complete.

A Città Sant’Angelo rivestì varie cariche: fu decurione, vale a dire consigliere comunale, consigliere del distretto, sovrintendente delle carceri, propose inoltre un regolamento per l’istituzione di una cassa di risparmio.
Tornato a Napoli, nel 1860, ottenne anche qui incarichi importanti, soprattutto grazie all’amico Silvio Spaventa, divenuto ministro di polizia della Luogotenenza napoletana. In tutti gli impegni da funzionario che gli vennero affidati il Castagna dimostrò attenzione e dedizione costante. Tuttavia il suo interesse principale rimaneva sempre lo studio che lo portò a stampare, nel 1861, un’opera giuridica sul Diritto Costituzionale, che ottenne molto successo. Nonostante gli onori e il successo, nel 1862 tornò a Città Sant’Angelo per ritrovare la pace familiare. Qui si dedicò all’insegnamento gratuito per i giovani del paese.

Per motivi di lavoro Pasquale Castagna si trasferì a Firenze tra il 1865 e il 1867. Qui stampò il Commentario sopra lo statuto italiano che ebbe calorosa accoglienza da parte del mondo culturale e giuridico. Nel periodo fiorentino ristabilì i rapporti con Gino Capponi, Raffaello Lambruschini, Niccolò Tommaseo e fece parte del gruppo di studiosi che si erano raccolti intorno a Pietro Viesseux.

Nel 1867 tornò definitivamente a Città Sant’Angelo. Di quell’anno è la Vita di Domenico De Caesaris da Penne. Nel 1868 compilò lo Statuto delle arti di Città Sant’Angelo e stampò la Proposta di legge elettorale in cui egli proponeva il suffragio elettorale per chi avesse compiuto i venticinque anni d’età e fosse in grado di leggere e scrivere, e l’elezione diretta dei rappresentanti del popolo. Nel 1875 riprese l’attività giornalistica. Sono di quel periodo i Profili di abruzzesi, l’orazione funebre Per Vittorio Emanuele. Del 1879 è La vita parlamentare dei deputati abruzzesi nel parlamento napoletano del 1820-1821. Oltre alle opere pubblicate il Castagna ha lasciato numerosi manoscritti tra i quali una sua autobiografia e la Storia d’Italia dai tempi mitologici ai nostri giorni, in tre volumi, che rimane la sua opera maggiore. A questa egli lavorò costantemente per circa trent’anni raccogliendo documenti nelle principali città italiane, come Roma, Napoli e Firenze.

Pasquale Castagna morì a Città Sant’Angelo nel 1887.

Fonte:
“Personaggi Illustri in Terra d’Abruzzo” – Centro Regionale Beni Culturali – Regione Abruzzo
Bibliografia:
Orazio Albi, In memoria di Pasquale Castagna, tip. Del corriere abruzzese, Teramo, 1887