Visita con il panorama a 360° la chiesa di San Bernardo.

Un’imponente chiesa ad unica navata, resa inagibile dopo il terremoto dell’Aquila del 2009.

La chiesa di San Bernardo a Città Sant’Angelo fu edificata sul sito di una costruzione del XIV secolo, è collocata su una collinetta naturale e fa parte di un vasto complesso architettonico – il convento è oggi Palazzo Coppa – che occupa una zona della città, che oggi si definirebbe di completamento, e che ben si inserisce nel nuovo asseto urbanistico iniziato intorno alla metà del XIV secolo.

La Chiesa era dedicata a San Nicola di Bari e ne conservò il nome fino al 1626, quando Papa Urbano VIII riunì la Collegiata di San Nicola con quella di San Michele in un unico capitolo. Appartenente originariamente ai Cistercensi riformati nel 1644 fu ceduta ai Frati Riformati di San Bernardo, i quali iniziarono immediatamente la costruzione del convento (palazzo Coppa). In parte l’edificio religioso fu ricostruito intorno al 1650. L’attuale chiesa trasformata tra il 1770 e il 1776 su progetto del milanese Santino Capitani, architetto dello Stato Pontificio (fu anche architetto della chiesa di Sant’Agostino e di Palazzo Castagna), che modificò radicalmente la precedente, opera eseguita insieme al napoletano Francesco de Sio (o Dissio) e il ticinese Pietro Francesco Canturio. Tra il 1776 e il 1777 l’artista P. F. Canturio lavora alla stuccatura di tutti gli interni, con la collaborazione, tra gli altri, di P. M. Bossi e il mastro Santino Capitani. Nel 1892 fu eseguita la doratura dell’altare maggiore, realizzato precedentemente da P. F. Canturio, ad opera di Costanzo Anzelllotti di Roma. E nel 1983 è stato realizzato l’attuale pavimento della chiesa.

Si ipotizza che la struttura originaria fosse a tre navate delle quali nel ‘700 fu ricavata una sola. La soluzione adottata fu quella della doppia campata coperta a calotta come nucleo centrale dell’organismo. Sul vano principale si inseriscono quattro cappelloni con copertura a botte che animano l’impianto di base, creando un effetto di dilatazione laterale dello spazio. Le pareti sono arricchiti da stucchi pregevoli di chiara impronta rococò ed in particolare sulla parete retro facciata è possibile ammirare un bassorilievo raffigurante Cristo che scaccia i mercanti dal tempio.

La cripta, inizialmente utilizzata come cimitero, è realizzata in laterizio con archi ogivali coperta con volte a crociera, presenta alcune decorazioni ad affresco e risulta essere più antica della costruzione soprastante, così come le due arcate ancora visibili sul lato esterno nord, unici elementi ancora presenti dell’originaria costruzione del 1300.

La facciata in laterizio, presenta una configurazione insolita ed originale nel panorama architettonico della regione, pur nella povertà dei mezzi, risulta essere piuttosto articolata e ricca di idee, Alla conformazione piana, tipica delle facciate barocche abruzzesi, si oppone in questo caso una facciata curva, ottenuta per differenza di piani. Il corpo centrale è avanzato e raccordato alle parti laterali da murature curve. Le ali laterali, arretrate ed inflesse, terminano in cantonali convessi, dando movimento e dinamicità all’intero prospetto. È evidente il riferimento al barocco di matrice romana le cui caratteristiche vengono riproposte seppure in modo semplificato. Oggi purtroppo la facciata èscarsamente visibile perché coperta da edifici di epoca successiva. Nel progetto iniziale era prevista una scenografica scalinata, poi non eseguita, che avrebbe accentuato l’effetto spettacolare della facciata, così come era accaduto per la chiesa di Sant’Agostino.

Il campanile, presumibilmente risalente al XIV secolo, si innalza di poco sul tetto della chiesa, sul retro, in corrispondenza della parete laterale destra, su base quadrata, in laterizio, con bifora. All’inizio del XX secolo è stata rifatta la parte terminale del campanile.