Visita con il panorama a 360° la chiesa di Sant’Agostino

Dal 1314, nel punto più alto del borgo, sorge il luogo di culto di Sant’Agostino, porta d’accesso all’antico rione Casale.

La chiesa di Sant’Agostino, con il retrostante complesso conventuale, essa venne edificata nel punto più alto della collina tabulare ove sorge Città Sant’Angelo, probabilmente nello stesso luogo dove sorgeva una più antica costruzione che inglobava la chiesa dedicata a Santa Maria e nel 1314 Re Roberto d’Angiò la concesse all’ordine eremitano dei Padri Agostiniani con la disponibilità del terreno circostante per l’edificazione del convento.

È ipotizzabile che la chiesa abbia subito nel tempo diverse trasformazioni mutandosi dall’originaria chiesa castrense, fondata dal signore, in possesso monastico; quella attuale venne trasformata integralmente nel 1789 ed è oltremodo difficile, oggi, risalire all’impianto originario di epoca medievale a causa degli intonaci e dell’abbondanza degli stucchi, peraltro di pregevole fattura. Ma di esso abbiamo notizia da un documento del XVII secolo contenente una sommaria descrizione della primitiva chiesa. Essa doveva essere a navata unica, rettangolare, senza abside ma con due spazi con copertura a crociera all’altezza del coro. Gli unici elementi ancora visibili della primitiva struttura sono la parte residua della torre campanaria – di originale soluzione a vela – e la parete muraria che dà sulla Strada Minerva, corrispondente alla zona della sagrestia.

La chiesa è formata da un’unica navata, alle cui pareti sono stati addossati quattro altari ornati di stucchi e di bassorilievi realizzati da Alessandro Terzani da Como, mentre l’altare maggiore è realizzato in scagliola. Come nelle altre chiese, anche in questa la facciata è situata sul lato lungo e, come la nuova struttura interna, fu progettata nel 1789 dall’architetto milanese Santino Capitani, il quale lavorò anche al rifacimento della chiesa di San Bernardo e probabilmente anche alla facciata di palazzo Castagna, anche se alcuni attribuiscono il progetto della facciata della chiesa mentre gli interni a Francesco di Sio. Essa è di notevole effetto scenografico ed è spaziata da quattro lesene, suddivisa da una trabeazione con cornice aggettante al cui centro si apre una nicchia dove è stata collocata la statua del Santo.

Lo schema ad aula unica con due cappelle laterali rimanda al progetto del S. Agostino di Ancona, realizzato da Luigi Vanvitelli intorno alla metà del Settecento. Si tratta di un motivo molto diffuso nelle chiese agostiniane abruzzesi settecentesche ma che si ritrova anche in molti esempi del Settecento lombardo potendosi così ricollegare ad un ambito culturale centro-europeo.

La facciata, preceduta da una lunga scalinata in pietra calcarea compatta, fu progettata nel 1798 dall’architetto dello Stato Pontificio Santino Capitani. Essa risulta divisa da quattro lesene e al centro, in corrispondenza della porta, contiene una nicchia nella quale è la statua del Santo, Vescovo d’Ippona.

Del 1795 è l’organo realizzato da Adriano Fedri di Venezia. Esso consta di una cassa di legno bianco intagliata per mano dell’ebanista angolano Venanzo de Tollis, anche autore dei due confessionali. All’organo si accede per una scalinata in legno aggiunta nel 1845. La chiesa conserva anche lavori pittorici di età barocca come La Cintura di Giacinto Ranalli eseguita nel 1672 e i dipinti realizzati dal Brizii di Teramo nel 1796, San Nicola, San Tommaso e La Sacra Famiglia.