In breve:

Situato lungo Corso Vittorio Emanuele, Palazzo Pieramico (fine ‘700 – inizio ‘800) fu la dimora della famiglia di Monsignor Michelangelo Pieramico.

All’interno, un suggestivo cortile custodisce il suo stemma vescovile con Sacro Cuore e galero, e un  pozzo in pietra scolpita.

Pur ospitando oggi privati e uffici, l’edificio conserva intatto il fascino della sua storia nobiliare.

Nel cuore del centro storico, lungo Corso Vittorio Emanuele, si affaccia Palazzo Pieramico, una delle dimore più significative di Città Sant’Angelo.

Edificato tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, il palazzo appartenne alla famiglia Pieramico, tra le più antiche e stimate del borgo, da cui nacque Monsignor Michelangelo Pieramico (1799-1862), vescovo di Potenza e Marsico Nuovo.

La facciata, in laterizio con portale ad arco, è sormontata da un grande stemma vescovile in pietra, raffigurante il Sacro Cuore raggiante e il galero episcopale, emblema personale del prelato, aggiunto dopo la sua nomina episcopale nel 1838.

L’ingresso conduce in un cortile voltato di impianto nobiliare, dove si conserva una cisterna in pietra calcarea finemente scolpita con motivi religiosi e simbolici, tra cui il cuore e il giglio, testimonianza di devozione e raffinatezza artigianale.

La pavimentazione originaria del primo tratto del cortile, realizzata con ciottoli di fiume posati a terra, è andata in gran parte perduta; negli anni Novanta del Novecento è stata rifatta ex novo con una soluzione in malta e pietre, non del tutto fedele alla tecnica costruttiva antica. La parte retrostante, oggi mattonata, è frutto dello stesso intervento di rifacimento.

Nonostante le modifiche, il complesso mantiene l’impianto architettonico originario e il suo forte valore storico. Oggi Palazzo Pieramico ospita abitazioni private e uno studio professionale, ma resta un luogo di grande fascino, dove architettura, simboli e memoria familiare si intrecciano nella storia di uno dei personaggi più illustri di Città Sant’Angelo.

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