MICHELANGELO PIERAMICO
(1799 – 1862)
Vescovo

Michelangelo Pieramico nacque in Città S. Angelo il 7 di maggio 1799.

Canonico dell’insigne Collegiata si diede alla eloquenza del pergamo e tanto in essa si distinse da essere assunto, nel novembre del 1837, da Papa Gregorio XVI, alla dignità di Vescovo della diocesi di Marsico e Potenza. Pubblicò lavori religiosi assai pregiati: l’Editto sulla quaresima del 1852; Pensieri e affetti, un volume in 16. di pagine XVI 340. Nella costituzione napoletana del 1848 fu Pari, o Senatore, del regno; l’Istituto d’Africa in Parigi lo volle suo presidente onorario.

Nel terremoto del 1857 nella Basilicata fece opere immense di carità. Prelato integerrimo, cittadino intemerato, dottissimo nelle scienze sacre, ebbe anima angelica e tutta virtù. Morì in questa sua terra natia il 21 dì settembre del 1862 e fu sepolto nella chiesa collegiata di San Michele Arcangelo, verso il muro ai piedi del gradino donde si entra nella cappella del SS. Sacramento e della Madonna. Pare non troppo precisa l’indicazione del luogo della sepoltura di questo veramente illustre figlio della terra Angolana, né più esatta se ne può avere, poiché non esiste nessun ricordo marmoreo o, iscrizione che lo ritolga all’oblio. Restano soltanto, nella chiesa parrocchiale, un ritratto a olio che conserva la figura veneranda del Vescovo Michelangelo e nella casa in cui nacque, che non è più degli eredi Pieramico, lo stemma vescovile.

Ma vive tuttora il ricordo assai caro d’un fenomeno prodigioso, narratoci dai vecchi, accaduto durante i solenni funerali del compianto Vescovo, ai quali prese parte tutta la cittadinanza profondamente addolorata per la scomparsa del santo uomo.

Quel giorno del settembre 1862 il cielo era d’un azzurro incantevole; pareva che sorridesse per aver accolto nella sua luce infinita l’anima bella del grande nostro concittadino. Eppure tra sì bel sorriso di cielo scendeva sulla bara una pioggia che pareva fatta di perle iridescenti alla trasparenza dell’aria.

Ognuno vide, ammirò e ritenne che Iddio aveva voluto confermare che il Vescovo Michelangelo Pieramico era morto nell’innocenza battesimale, come era opinione comune.

Fonte: “Storia di Città Sant’Angelo” di Pasquale Pace – Stab Tip. Arte Stampa – Pescara – 1943

Il suo segretario fu Filippo Angelo Crognale.