LUIGI INNAMORATI
(1869 – 1935)
Avvocato, letterato

Luigi Innamorati, avvocato e forte tempra di letterato, nacque il 22 maggio del 1869; anch’egli appartenne alla numerosa e fiorente scuola dell’insigne maestro Luigi Cilli che, sopravvissuto a non pochi che furono i suoi diletti alunni, ne disse l’elogio funebre e ne scrisse l’epigrafe. Di li lo studioso giovinetto si recò a frequentare le scuole superiori nel Collegio Peretti di Grottammare dove rimase un anno.

Conseguita la licenza ginnasiale a Chieti, vi frequentò pure il Liceo e con là licenza liceale iscrittosi nell’Università di Napoli, ne compì i corsi e si ritirò nella sua terra nativa con la laurea di avvocato.

Tra l’esercizio della professione, che per altro non era per lui fonte di guadagni, non avendone bisogno perché figlio duna delle più cospicue famiglie angolane e tra lo studio, al quale attendeva con passione, s’era fornito di una profonda e non comune coltura che lo rese noto e apprezzato scrittore in tutto l’Abruzzo e fuori.

Pubblicò per molti anni in varie autorevoli riviste e in periodici della regione non pochi lavori, scritti con l’intento di compiere opera civile e benefica: illuminare ed educare. Ebbe mente equilibrata; cuore nobile e generoso; fu un galantuomo nel più largo significato della parola; fustigatore delle tirannidi d’ogni luogo e tempo; avversò ingiustizie e sopraffazioni e modellò la sua vita ad una esemplare rettitudine per cui fu amato e stimato da tutti.

Egli tenne l’amministrazione della cosa pubblica con molta perspicacia, con senno e onore e fu presidente della Banca Popolare Cooperativa, Vice Pretore di questo Mandamento per molti anni; consigliere nell’amministrazione provinciale di Teramo; Membro della Congregazione di carità e primo Podestà del Comune, il concittadino Innamorati deve sopratutto essere inquadrato nel luminoso sfondo della storia degli illustri Umanisti angolani che, con i loro pregiati lavori letterari, hanno conquistato bella fama, onorando se stessi e la terra dove nacquero.

L’avvocato Cav. Innamorati nutrì amore speciale per i grandi scrittori Pascoli e Carducci; ne studiò con profonda ammirazione le opere, assimilando il loro pensiero. Nel 1911 diede alla luce il primo voluminoso saggio dal titolo: «Fra prosatori e poeti» e nel 1918 un altro di eguale mole: «Leggendo e commentando». In queste pubblicazioni sì rivela non solo penetrazione del pensiero dei grandi scrittori, ma acume critico e limpida esposizione con stile semplice ed efficace.

Ebbe relazione epistolare col Pascoli, il quale gli faceva sapere che egli amava chi lo comprendeva e lo amava e aggiungeva «Tra questi (gliel’assicuro sinceramente) lei è dei primi e dei migliori.». Questo attestato di cordiale amicizia come la sentiva l’anima delicata del gentile poeta, sarebbe sufficiente a lumeggiare la nobile figura dell’illustre letterato Innamorati, il quale poteva con intima soddisfazione ripetere:

«Valgami il lungo studio e il grande amore che m’ha fatto cercare lo tuo volume». (Dante canto I).

L’ultimo lavoro suo fu la conferenza tenuta nell’aula comunale in Città S. Angelo il 26 Marzo 1933: «Il Poeta precursore della nuova Italia.», estremo sprazzo della vasta coltura di lui che travagliato da lungo male, ribelle a ogni cura, dovete rinunziare ai prediletti studi, alle fatiche del pensiero, alle veglie del tavolino che gli avevano fatto tanto onore.

Morì il 19 novembre 1935 sinceramente compianto dalla intera cittadinanza, alla quale veniva a mancare un altro cittadino integro e generoso che aveva diffuso intorno a sé tanta luce di bontà.

Fonte: “Storia di Città Sant’Angelo” di Pasquale Pace – Stab Tip. Arte Stampa – Pescara – 1943