La storia della Biblioteca Comunale “Nicola Castagna di Città Sant’Angelo è possibile ricostruirla attraverso il fascicolo “Accettazione Biblioteca Castagna”, contenente gli atti che portarono alla fondazione della biblioteca stessa, conservato nell’archivio dell’Amministrazione Comunale di Città Sant’Angelo.

Nicola Castagna il 2 ottobre 1904 scrisse un testamento olografo, con il quale donava al Comune di Città Sant’Angelo tutto il patrimonio posseduto nella sua abitazione, composto da libri, manoscritti e autografi, con l’intento di creare una Pubblica Biblioteca Comunale Angolana. Il testamento venne affidato alla sorella Diomira, unica rimasta in vita tra i fratelli.

Castagna morì il 2 marzo 1905 e il suo testamento venne reso pubblico il giorno 13 marzo dello stesso anno, quando, davanti al notaio di Città Sant’Angelo Vincenzo Ranalli, si riunirono la sorella Diomira, il Pretore del Mandamento Avvocato Nicola Colasurdo, i testimoni Luigi Innamorati e Donato Cartella, e l’Assessore in qualità di Sindaco di Città Sant’Angelo Serafino Feliciani.

Negli anni che vanno dal 1905 al 1908, venne effettuato il trasferimento del materiale dall’abitazione di Nicola Castagna in Corso Vittorio Emanuele n. 134 ai locali comunali adibiti a biblioteca, nello specifico in una sala del Palazzo Municipale, tra le stanze dell’Ufficio di Conciliazione e l’Ufficio della Cassa di Prestiti e Risparmio.

Il testamento conteneva un elenco articolato in dodici punti fondamentali che di seguito vengono riportati integralmente:

1. Il Comune preparerà una sala all’uopo e la fornirà di scaffali, di un suggello che dica Pubblica Biblioteca Comunale Angolana, e di ogni occorrente per un regolare catalogo da subito e sollecitamente compilarsi.

2. Sopra ogni scaffale che conterrà i nostri libri sarà apposta una leggenda a caratteri minuscoli stampati, la quale dica Dono di Diomira Castagna.

3. I libri entreranno a mano a mano in biblioteca e subito che i primi entrati siano stati bollati in ogni frontespizio, e registrati e chiusi in scaffali, da richiedere l’entrata degli altri e fino a gli ultimi, salvo quelli di lettura devota o amena, e non faran moli, che la mia carissima e virtuosa sorella Diomira crederà ritenere per sè. Ho detto a mano a mano perché non si vive di abitudini, e quindi in grazia della detta mia sorella e per non vedere in un momento spogliato di tanti libri una povera casa la quale da padre a figli, e per un secolo e più, ha fatto sempre di egli culto e patria; la consegna sarà a riprese.

4. Commetto a mia sorella Diomira Castagna di modifi l’ampio diritto sia di scegliere, sia di modificare ogni difficoltà intorno a questo testamento. Ella è arbitra.

5. Alla consegna di un numero di libri portati con ogni diligenza si eviti nella sala della Biblioteca la folla dei curiosi ed escano tutti tutti coloro che non vi appartengono, tanto i libri sono appetitosi e atti ad essere facilmente inviolati.

6. I manoscritti e gli autografi dovranno essere custoditi con cura specialissima in uno scaffale all’uopo e chiuso con doppia chiave da conservarsi dal Bibliotecario e da uno dei nominati qui appresso al N. 12 e di essi ne sarà permessa sempre la stampa. In nessunissimo caso però potranno asportarsi gli originali, ma dentro la stessa Biblioteca, e alla presenza del Bibliotecario o di chi per lui, e del custode di una chiave o di chi per lui, levarsene copia.

7. I libri e quanto altro forma il presente dono non potranno mai e per nessuna causa o degnazione uscire dalla biblioteca, sotto pena di decadenza dal legato. La più scrupolosa fattezza si adopererà che niente non sia trascurato.

8. I libri proibiti non si daranno leggere se non ai forniti di regolare permesso della Santa Sede. È fatta eccezione per sacerdoti.

9. I libri figurati non potranno darsi se non con la presenza immancabile e continua del Bibliotecario e di chi conserva una chiave. Si noti tanta vigilanza.

10. I libri stampati dai Castagna e forniti tutti di correzioni autografe marginali ed inedite dovranno conservarsi all’uopo chiusi.

11. In caso di stampa o ristampa di libri di manoscritti di autografi, è vietata sotto pena di decadenza del legato, correggere o in qualunque modo alterare o modificare l’originale. Quella dell’ingegno è la più sacra delle proprietà. Si appongano note se si crederà sottocritte dall’editore.

12. Per l’esecuzione, adempimento vigilanza, assidua continua e amorosa e per tutte le modalità da stabilirsi intorno alla nascente Biblioteca, e affinché la mia espressa volontà in ogni parte scrupolosamente resti adempita nomino i Signori Odoardo Sgaroni, Daniele Giampietro, Antonio Coppa, Luigi Cilli e Giacomo Petrucci, amici degli studi e del meglio della nostra Patria, e i quali per tutti dì della loro vita sapranno sempre apprezzare questo povero dono ad essi di gran cuore raccomandato.

Dalla lettura del testamento si deduce quanta attenzione il Castagna avesse messo nel prevedere tutti i possibili inconvenienti legati alla donazione, volendosi garantire sia la reale istituzione di una biblioteca pubblica comunale, sia l’effettivo trasferimento e catalogazione di tutti i libri. Anche dopo l’istituzione della Biblioteca, il testamento prevedeva delle modalità di custodia, di consultazione dei manoscritti, e della loro eventuale ristampa. Infine i libri donati vengono classificati in “proibiti”, consultabili solo con permesso della Santa Sede; “figurati”, consultabili solo alla presenza del bibliotecario; e “stampati dai Castagna”, che in caso di ristampa fosse tassativamente vietata ogni correzione, ribadendo che “Quella dell’ingegno è la più sacra delle proprietà”.

Fonte:
Tesi di Laurea di Giada Cotellucci “Il Fondo Castagna della Biblioteca Comunale di Città Sant’Angelo:
storia – catalogazione – trascrizione note manoscritte. (2017)

Orari di apertura al pubblico

lunedì08:30–13:30, 14:30–18
martedì08:30–13:30, 14:30–18
mercoledì08:30–13:30
giovedì08:30–13:30, 14:30–18
venerdì08:30–13:30
sabatoChiuso
domenicaChiuso