Visita con il panorama a 360° il Teatro Comunale.
Edificio ecclesiale dei padri Basiliani dal 1327. Teatro Comunale dal 1856.
In breve:
Originariamente chiesa dei Padri Basiliani (1327) e poi refettorio francescano, il Teatro Comunale nacque nel 1856 grazie alla generosità delle famiglie locali guidate da Emidio Coppa.
Progettato dall’architetto Emilio Giampietro, si distingue per l’elegante sala priva di palchi, scelta voluta per unire la cittadinanza.
Riaperto nel 2002 dopo un lungo restauro, oggi ospita spettacoli, concerti e convegni, confermandosi cuore culturale della città.
Il Teatro Comunale di Città Sant’Angelo in origine era l’antico edificio ecclesiale dei Padri Basiliani, trasformato successivamente in refettorio del convento dei Francescani ed adibito nel 1856 alla sua attuale funzione; la struttura della chiesa è venuta alla luce durante i recenti lavori di ristrutturazione.
La costruzione del Teatro avvenne per volontà di numerose famiglie angolane, che si tassarono e furono guidate ed economicamente sostenute da Emidio Coppa, con il coinvolgimento dell’intera cittadinanza. Esso venne realizzato, su progetto dell’architetto Emilio Giampietro e secondo la volontà dei finanziatori, con una elegantissima sala e senza palchi.
Il Teatro Comunale, dopo i lavori di ristrutturazione duranti circa un ventennio, è stato inaugurato il 21 settembre 2002 e, da allora, ospita una serie di eventi che richiamano l’attenzione e la presenza di pubblico locale e proveniente dall’hinterland comunale.
Nella struttura hanno luogo spettacoli teatrali; rassegne di teatro dialettale; prestigiosi appuntamenti con la musica classica, sinfonica e lirica; convegni ed incontri culturali di livello nazionale ed anche internazionale. Viene anche utilizzata da scuole di danza, di recitazione, palestre, per saggi dimostrativi, eccetera.
“Mancava questa città di un luogo ove la morale, non in precetti, ma in azione, parlasse e si insinuasse; o meglio, n’era uno bruttissimo a vedere e tristissimo da stare.
Li proprietari, e più Emidio Coppa generosamente adoperando, fanno ora a proprie spese costruire un teatro. Rifiutata l’idea de’ palchi, e per non vedere la platea diserta e vuota di persone civili che qui fanno una famiglia sola; per cogliere maggiore fiore di atticismo, ché per fermo il palco, esigenza della vita attuale (ed in ciò buono) non è idea pura dell’arte, ora sorge una elegantissima sala. L’architetto ne è Emilio Giampietro”Fonte: P. CASTAGNA “Il Regno delle Due Sicilie – Descritto e Illustrato”, Ed. Cirelli, Tip. Nobile, Napoli, 1853
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