SMERALDO PRESUTTI
(1898 – 1984)
Uno dei fondatori del Partito Comunista d’Italia, membro del Congresso dell’Internazionale del 1922 a Mosca, antifascista

Smeraldo Presutti nato nel 1898 a Città Sant’Angelo, dirigente nazionale della federazione giovanile socialista. Presutti fu uno dei protagonisti della scissione di Livorno e fondatore del Partito Comunista d’Italia. Nel 1922 fu membro della delegazione al IV Congresso della Terza Internazionale: In quell’occasione a Mosca, ebbe una serie di colloqui con Lenin. Al ritorno fu arrestato dalla polizia a Teramo e subì il carcere fascista. Nel corso della sua limpida e attiva esistenza, Smeraldo Presutti ricoprì diversi importanti incarichi di direzione del partito. Membro della Commissione federale di controllo della federazione di Pescara, fino agli ultimi giorni, nonostante il peso degli anni, continuò a dare il suo apporto critico e di esperienza.

Approfondimenti tratti dal libro biografico di Fabrizio Tripodi

Introduzione

Compie le sue prime scelte di vita, e conduce le sue prime battaglie politiche ancora nel partito socialista, in un borgo nobilissimo ma marginale dell’Italia della fine dell’ ’800 e dei primi del Novecento, a Città S. Angelo.
Nel giro di un decennio percorre, grazie al suo fervore di neofita e alle sue straordinarie qualità intellettuali, tutte le possibili esperienze di dirigente sindacale e politico.

Si sente fortissima la fierezza che anima le sue scelte, quando assume incarichi imposti dall’emergenza della lotta politica e quando fronteggia impavidamente commissari di polizia ed inquirenti fascisti in interrogatori in cui egli domina con la sua dialettica.

Altra caratteristica particolare del suo pensiero emerge dall’esame delle posizioni, documentate, da lui coraggiosamente assunte nel tormentato dibattito svoltosi nel partito in Italia in preparazione del quarto congresso dell’Internazionale, poi tenutosi a Mosca nel novembre del 1922, cui Presutti e delegato insieme ad una ventina di altri dirigenti nazionali tra cui Bordiga, Gramsci, Longo, Tasca, Bombacci, Camilla Ravera.

La questione su cui avviene lo scontro e quella del fronte unico e cioè della fusione del partito comunista d’Italia con il partito socialista, come condizione, secondo i dirigenti dell’Internazionale, per fronteggiare le violenze del fascismo ormai dilagante.

Su questa linea dell’unità delle forze democratiche Presutti tornerà caparbiamente ad insistere, quando, caduto il fascismo, in Italia ci si ritrovò impegnati a lavorare per rinnovare speranze di cambiamento democratico e socialista. Tuttavia non furono minori le resistenze che Presutti incontrerà e le diffidenze che le sue posizioni produrranno ancora una volta nella parte più settaria del movimento.

Da sottolineare come il suo impegno, che operasse come membro del comitato federale e segretario della Sezione Gramsci, come Presidente dell’Associazione degli artigiani o come Presidente del Comitato provinciale della Pace, non lo indusse mai alla tentazione di conquistare posizioni di potere nel movimento. La sua era una passione tutta intellettuale e politica. Il partito certo sbagliò a non candidarlo e a non farlo eleggere. Avrebbe rappresentato con vigore ed intelligenza le ragioni e i bisogni dei lavoratori e delle forze del ceto medio e dell’intellettualità di cui era espressione lucida e convinta.

Ricordo pacchi di fogli scritti a mano. Tentai più volte di sapere cosa scriveva. Non mi rispondeva mai: mi guardava, sorrideva sornione e cambiava discorso. Di certo Presutti ha scritto molto. La sua passione vera non era la fotografia, in cui pure eccelleva, ma la politica e la letteratura.
È un peccato che non si sia recuperata tutta la sua produzione politica e letteraria. Se certe vicende familiari non proprio fortunate non avessero reso ancora più tormentata la sua esistenza di politico doppiamente perseguitato, forse avremmo avuto in Abruzzo un secondo Ignazio Silone.
Del piccolo angolano che aveva discusso alla pari con quei giganti del pensiero che avevano fatto la rivoluzione di ottobre, non abbiamo che pochissime tracce scritte del suo pensiero e delle sue riflessioni.

Per riprendere le sue parole:
“La storia che ci accingiamo a narrare è la storia di un uomo comune, di un uomo come tanti altri, tanti milioni e milioni, che nascono, crescono, vivono, e se ne vanno accompagnati dalle lacrime di pochi, inghiottiti dall’oceano dell’oblio. Eppure è una storia straordinaria, incredibile, meravigliosa e appassionante. Potrebbe essere la mia, la tua, potrebbe essere la storia di ognuno di noi… ”

L’infanzia angolana

Smeraldo nasce a Città Sant’Angelo il primo dicembre del 1898 da Nicola, artigiano di oreficeria (sugli atti: professione orologiaio) ed il primo periodo della sua vita si svolge tra Largo Basile, dove vide la luce, e successivamente Corso Umberto nella casa di proprietà del padre, già appartenuta al porporato Orsini. A due passi da un’altra abitazione frequentata, il palazzetto signorile del notaio De Stephanis, casa dei genitori della madre Marietta.

“Tuttavia un’attrazione veramente particolare mi portava ai libri, allo studio, alla conoscenza, ardevo d’una vera sete di sapere. Non nascondo che nel mio animo si accendevano anche alcune ambizioni, alcuni sogni e speranze: che lo studio mi portasse su, mi aprisse una strada più lusinghiera di quella che non fosse l’insegnamento elementare, mi desse notorietà e fama. Mi sentivo trasportato a divenire scrittore, lo sentivo in me come una vocazione, ma non mi nascondevo ch’ero spaventosamente ignorante ”.

Probabilmente già da ragazzo comincia ad entrare in lui il germe dell’Utopia Pura che lo contraddistinguerà per tutto il resto della sua vita. È pur sempre un uomo con i suoi bisogni e le sue passioni. Lo abbiamo presentato schivo se non isolato, ma senza dubbio doveva anche essere un ragazzo al quale interessavano molto i rapporti sociali. Quelli che successivamente lo avrebbero portato a conoscere il popolo, le masse e a lottare per loro.

I Presutti, figli di Nicola, sono sei: Smeraldo è il secondo. Papà gli ha trasmesso nei D.N.A. l’oratoria, ma mamma Manetta De Stephanis l’ha già forgiato nella tempra del cuore, del sentimento e dell’altruismo.

Ma ora seguiamo cronologicamente Smeraldo che è uscito dalla Scuola Normale Promiscua “Bertrando Spaventa” nell’anno scolastico 1914/15, giovanissimo: sedici anni e mezzo. Uno dei più giovani maestri del regno.

“Mio padre aveva un modesto negozio di oreficeria, e la sua clientela era pressoché tutta di contadini. Io avevo circa otto anni. Mi pare si fosse nel ‘907. La maggior parte dei contadini del mio paese erano mezzadri, e a quei tempi, vi erano realmente rapporti ancora feudali tra mezzadri e proprietari. Il contadino dipendeva dal padrone come un vero e proprio suddito, e non muoveva passo senza consenso di lui. Mio padre era rifornito da una ditta il cui titolare aveva legami e interessi nel mio paese come fosse del luogo. Si svolsero in quel periodo le elezioni per la nomina dei deputati al parlamento. Allora vigeva il sistema uninominale, e il mio paese faceva circoscrizione elettorale. I candidati erano due. Non ho gran memoria di quegli anni e non so dire se tra i due vi fosse differenza di programmi, o soltanto rappresentazione di due realtà locali. Il fatto è che mio padre parteggiò e votò per quello che aveva più deboli capi elettori in paese; essendo l’altro sostenuto dalla maggioranza dei grossi proprietari del luogo. Il candidato per cui mio padre aveva parteggiato restò soccombente.
I proprietari che erano stati capi elettori dell’altro ruppero ogni rapporto e amicizia con mio padre, e ordinarono ai loro contadini di non servirsi più da lui, e il fornitore che anch’esso era un capo elettorale del vincitore gli tolse su due piedi, indignatissimo, ogni credito e ritirò anzi tutta la merce che aveva in deposito. Ci trovammo così di punto in bianco in gravissime difficoltà. Furono tempi assai duri per noi. Mio padre che fra tante sue virtù aveva quella anche di un forte carattere, nonostante questa guerra aperta e le sue catastrofiche conseguenze per i suoi affari, tenne ben testa ai suoi avversari non si riconciliò con loro e dopo molti anni e col tempo superò quel brutto periodo. Io ricordo però bene quale stato di angoscia era entrato nella mia famiglia, quante rinunzie dovemmo sopportare e quante umiliazioni come fanciullo io dovetti subire, perché la povertà anche per un fanciullo è causa di grandi umiliazioni.
La libertà che mio padre si era concessa di comportarsi secondo coscienza nel dare il suo voto al candidato parlamentare che gli ispirava maggior fiducia era stata pagata a duro prezzo. Anche qui libertà = perdita del pane!”.

Militare

A sedici anni, nel 1915, sapeva già bene da che parte stare durante i moti di piazza contro o in favore dell’intervento italiano nella guerra che divisero drasticamente l’Italia in due parti e che ebbero il “merito” di far finalmente emergere un Benito Mussolini post socialista ed interventista.

Ma soltanto alla fine di gennaio del ’17 Smeraldo s’impatta contro la brutta realtà del richiamo in guerra. Si vede recapitato il foglio di richiamo militare che lo vede assegnato come soldato di leva di prima categoria al 9° Reggimento Artiglieria da Campagna.

A marzo gli viene fatto raggiungere il territorio dichiarato in “istato di guerra” nel 31 ° Reggimento, probabilmente la zona di Treviso. A luglio lo troviamo nel Deposito Scuola di Tiro per Bombardieri. Ma già comincia a essere segnalato come “disfattista” e a dicembre finisce in una Compagnia di Disciplina di Punizione del suo Reggimento.

Contraddittoria la Prefettura di Teramo ci segnala che nella stessa data: per la sua cattiva condotta politica, fu trasferito a una Compagnia di Disciplina di stanza a Ponza dove invece ci risulta dal “foglio matricolare” trasferito (soltanto) nel 16 aprile 1920 nella “prima classe di punizione” nello Stabilimento Militare di Pena di Gaeta, che infatti aveva alle sue dipendenze l’isola di Ponza.

Il 14 novembre 1920 fu finalmente inviato in congedo senza onori e senza lode.

Il Congresso di Livorno

Il 18 novembre 1917, alcuni “cospiratori”, “carbonari”, “settari” del Partito Socialista, provenienti dalle diverse parti della penisola, si danno appuntamento clandestinamente a Firenze in casa dell’avvocato Trozzi in Via dei Mille. Perché clandestinamente? Alla polizia è arrivata una segnalazione sull’incontro dell’ala “intransigente-rivoluzionaria”, perciò pericolosa, del PSI e si ha l’ordine di impedirla e perseguirne i rappresentanti. Siamo in periodo ancora bellico. Da poco c’è stata Caporetto. La guerra non deve essere interrotta da proposte disfattiste.
Quelli dei componenti la riunione sono nomi non ancora familiari ma che d’ora in avanti accompagneranno per sempre la nostra esperienza “presuttiana”: Antonio Gramsci, Amadeo Bordiga, Bruno Fortichiari, Nicola Bombacci, Giovanni Germanetto, Costantino Lazzari, Giacinto Menotti Serrati.
Da qui inizia la via italiana al Comunismo. Nel XV Congresso Nazionale del P.S.I. a Roma, semi clandestino e con il segretario Lazzari incarcerato, nel settembre 1918 il “massimalismo” risulta trionfante e rivolge la pesante accusa ai parlamentari socialisti di essere “collaborazionisti”.
Sul piano internazionale insiste la data del 23 gennaio del ’19 quando Lenin propone una grande III Internazionale in sostituzione della II ormai obsoleta. Punto d’incontro Mosca, ma difficile da raggiungere. Con pochi delegati extra sovietici la nuova Internazionale Comunista nasce il quattro marzo 1919.
Subito il 18 dello stesso mese i delegati del XVI Congresso Socialista Italiano aderiscono con il 65% del voto “massimalista” alla neonata “III”.
Gramsci a settembre fonda il giornale “L’Ordine Nuovo” che diventerà l’organo ufficiale del futuro P.C.I. per poi soltanto in un secondo tempo lasciare il posto a “L’Unità”.

Con “Silone” Smeraldo continua la sua crescita politica probabilmente abbeverandosi alla fonte vastamente umana, generosa e multiforme dello scrittore.

Irripetibile. Il XVII Congresso Nazionale del P.S.I. si tiene a Livorno dal 15 al 21 gennaio 1921 al Teatro “Goldoni”. Smeraldo Presutti è nella città toscana in qualità di delegato al Congresso, lo vediamo spesso entusiasta ed emozionato a fianco del deputato Nicola Bombacci. Ed è proprio il suo amico Tranquilli/Silone direttore di “Avanguardia” il giornale della gioventù socialista a fare il primo intervento “comunista”: “Compagni… Vanno scorso, la gioventù russa… bruciò il fantoccio di Scheidemann; quest ’anno la gioventù socialista italiana chiede ai rappresentanti comunisti di bruciare qui il fantoccio dell’unità”.

E il 21 gennaio si raggiunge il culmine. Dal palco in un’atmosfera giacobina, facendosi spazio tra chi cerca di togliergli la parola, un Amadeo Bordiga possente e paonazzo in viso:
“I delegati che hanno votato la mozione della frazione comunista abbandonino la sala; sono convocati alle 11 al Teatro San Marco per deliberare la costituzione del Partito Comunista, sezione italiana della III Internazionale”.

Nasce il Partito Comunista d’Italia, Presutti viene attenzionato dalla Prefettura di Teramo e non solo e arrestato ad Ancona per tre mesi e mezzo.

Nel 1922 partecipa al II Congresso del PCdI che si terrà a Roma, in polemica con il segretario Amedeo Bordiga.

Mosca – IV Congresso dell’Internazionale Comunista

Nonostante tutto la minoranza riesce a farsi dare una degna assegnazione di delegati a Mosca: Graziadei, Bombacci, Presutti, Tasca. La partecipazione della delegazione italiana al IV Congresso della III Intemazionale Comunista viene preparata, in parole povere, già dalla fine del II Congresso del P.C.d.I. Preparazione sia politica che… fisica, visto che l’impresa già non era facile negli anni precedenti, ma in questa fine del ’22 si fa ancora più rischiosa. I delegati comunisti non lo sanno (anzi sembra proprio siano completamente presi alla sprovvista, ma in concomitanza con la loro assenza dall’Italia ci sarà la Marcia su Roma (28 ottobre 1922) e l’affidamento dell’incarico governativo a Mussolini. Le notizie drammatiche e frammentarie che a Mosca arriveranno dall’Italia non saranno mai né aggiornate e né interamente soddisfacenti.

Come si vedrà dai documenti della Centrale del PCdI le raccomandazioni alla clandestinità durante il viaggio saranno numerose. Il Partito, forse per la prima volta con questa evenienza, inizia a darsi quella costituzione clandestina che negli anni ’40 riuscirà a far miracoli di addestramento e militanza sotterranea.

P.C.d.I. – Roma

Caro compagno ti trasmettiamo le ulteriori istruzioni per il viaggio a Mosca.

Ti abbiamo già comunicato il giorno della tua partenza. Devi recarti a Milano in via Porpora, 96presso il sig. Mozzati dove chiederai del compagno Vegetti. Il compagno Vegetti ti consegnerà il mandato che avrai cura di nascondere in una cucitura dell’abito: la somma di £. 1.100 che deve essere sufficiente per il viaggio fino a Mosca: 2.a classe sino a Berlino, 3.a classe da Berlino a Riga, da Riga a Mosca attenersi alle disposizioni che verranno colà date dai compagni cui si dovrà presentarsi. Ti rendiamo conto che la somma fissata se è sufficiente per fare il viaggio in condizioni di discreta comodità non permette nessun dispendio e richiede un’oculata economia nelle spese. I partiti dei paesi di passaggio sono impegnati a non rilasciare in alcun caso somme ai delegati di passaggio nella loro circoscrizione. Prendi nota che è proibita l’esportazione oltre la frontiera italiana di più di sei o settecento lire: tale somma denuncerai alla richiesta degli agenti nascondendo oculatamente i denari in sovrappiù che porterai con te. Tale controllo si ripeterà ad ogni frontiera che dovrai passare e ti dovrai regolare di denunciare continuamente una somma non grande ma che appaia sufficiente per. per il viaggio che dovrai ancora fare. A Berlino devi obbligatoriamente presentarti al seguente indirizzo:

Coverkschaftahaus (Casa dei Sindacati)
Berlin S.O.
Engel Ufer 25
Eingang (Entrata) A.
Haupp Restaurant (Trattoria principale)

In tale locale si troverà seduto nel ristorante ad un tavolo di destra il compagno incaricato di ricevere i delegati. Esso sarà riconoscibile poiché avrà un numero de “L’Umanitè” sul tavolo. Sarà a tale posto la mattina dalle 10 alle 12; il pomeriggio dalle 13 alle 15. Si arriva all’Engel Ufer con i tram (seguono i numeri). Coll’autobus n° 11, colla ferrovia sotterranea sino alla stazione di Kottbuser. Colla ferrovia municipale sino alla stazione di Brucko. Dal compagno che troverete seguendo le indicazioni riferite avrete tutte le notizie che vi saranno necessarie; prima di iniziare qualunque passo in Berlino attendete di aver chiesto ed ottenuto in tal modo le istruzioni necessarie.

Saluti fraterni.

Il presente foglio deve essere recato seco ma accuratamente nascosto in modo che sia sottratto ai controlli e alle eventuali perquisizioni.

Ma ritorniamo alla preparazione al IV Congresso: il 24 luglio Bordiga scrive a Gramsci che si trova a Mosca:
“Siamo contro ogni politica di intesa (antifascista – n.d.a.) coi massimalisti serratiani: tenetelo fortemente presente” e due giorni dopo su “L’ Ordine Nuovo” nel famoso editoriale “Tanto peggio, tanto meglio” : “I fascisti vogliono buttare giù il baraccone parlamentare? Ma noi ne saremo lietissimi”.
Bordiga sottovaluta il pericolo fascista.

Il 24 novembre viene imposto l’aut-aut. Una lettera del Comitato centrale del Partito comunista russo a firma Lenin, Trotzkij, Radek, Bucharin nella quale si impone al PCdI la fusione con PSI.

Fusione del PCdI e del PSI in un unico raggmppamento politico – Il nome del nuovo partito sarà P.C.U.I. (Partito Comunista Unificato Italiano) – Entro il 10-1-23 i due giornali si devono fondere – Entro il 10-3-23 dovrà essere convocato il Congresso di fusione. In sede di Congresso vengono approvati all’unanimità, la maggioranza segnala il solito “atto di obbedienza formale con promessa di disciplina”, la minoranza è vincitrice.
Ma tanto, né uno (l’unificazione) né l’altro (il fronte unico) andranno mai in porto.

Viene preparato il famoso manifesto sulla petizione e firmato da tutti i delegati italiani. Poiché esso contiene un appello alla resistenza contro il fascismo e verrà pubblicato su “L’Avanti” del 29-12-1922 la lista dei firmatari (compreso Presutti) servirà alla Magistratura per spiccare i mandati di arresto su richiesta di Mussolini, che come vedremo avanti, personalmente incomincerà in matita blu i nomi degli avversari.

24 dicembre 1922
Copia del telegramma ministeriale n° 28429 diretto al Prefetto di Trento:
“Fra comunisti che reduci dalla Russia dovrebbero rientrare dal Brennero con documenti falsi o in modo clandestino trovasi secondo notizie fiduciarie Presutti Smeraldo e Ugo Arcuno non meglio indicato. Pregasi disporre attenta vigilanza per poter eseguire diligente perquisizione su loro persone e nei loro bagagli all’atto ingresso Regno e provvedere nei loro confronti qualora tale ingresso si effettuasse irregolarmente. Assicuri”
Firmato De Bono

Di Smeraldo Presutti non si hanno più notizie sino a quando la Prefettura di Teramo non ce lo segnala rientrato il 5 gennaio 1923 a Città Sant’Angelo

6 gennaio 1923
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Il Capo del Sottosegretario di Stato
“Ieri l ’ altro (4 gennaio) è tornato dalla Russia, dove si era rifugiato dopo la superba vittoria del Fascismo, Smeraldo Presutti, pericolosissimo comunista anarchico, condannato per diserzione e più volte per vilipendio alle Istituzioni dello Stato. Servendosi di costui si tenta di ricostruire il locale partito comunista di una volta. Telefonicamente vennero chiesti ordini al Questore di Teramo per arrestarlo, ma fu risposto che, malgrado il Presutti fosse emigrato in Russia senza passaporto e malgrado i suoi precedenti pessimi, non poteva ciò farsi”.

Tutti gli organismi repressivi dello Stato fascista sono in movimento, ma esiste ancora un barlume di legalitario, dunque bisogna ordire una intelligente e provocatoria messa in scena.

L’arresto e l’interrogatorio

Come abbiamo già detto Mussolini verga personalmente l’arresto di Bordiga – Gramsci – Natangelo – Arcuno – Ravera – Scoccimarro – Peluso – Presutti – Tasca (Bombacci e Graziadei non possono essere inseriti nella lista perché come deputati godono dell’immunità parlamentare).

È un fascismo governativamente neonato, non possiede ancora tutte le caratteristiche e gli strumenti per mettere in atto vessazioni e soprusi.
E da dove sarebbe partito questo Complotto bolscevico contro la Sicurezza dello Stato, con addentellati internazionali.
Nientepopodimeno che da … Città Sant’Angelo.

Smeraldo Presutti viene segnalato il giorno dopo il suo ritorno, perciò il 6 gennaio, da Michele Bianchini Comandante della Tenenza dei CC.RR. di Città Sant’Angelo e da Gaetano Lisi, Vice Commissario Regio di P.S. ed Ufficiale di Polizia Giudiziaria del paese, fascisti, come “pericolosissimo comunista anarchico appena tornato dalla Russia” al Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno Acerbo. Questi ne trasmette al generale De Bono (quadrunviro della “Marcia su Roma”), diventato Capo della P.S. il doversi procedere. Pertanto al Bianchini e al Lisi viene dato l’O.K. di movimento.

Ora facciamo parlare loro, nel Verbale del 19 gennaio 1923.

“Il giorno Cinque corrente ci fu riferito che il pericoloso comunista SMERALDO PRESUTTI… era tornato dalla Russia, dove si era recato il 18 ottobre 1922 per prendere parte al IV Congresso Internazionale comunista di Mosca, quale delegato del partito comunista italiano. Essendo ben noti i precedenti del Presutti e conoscendone l’intelligenza ed astuzia, disponemmo un accurato servizio di vigilanza. Notammo dopo alcuni giorni, la presenza in Cittasantangelo dei maestri elementari RITUCCI PASQUALE, di Cittasantangelo, ma insegnante in Sant ‘Omero, DEBERARDINIS GIOVANNI, di Cittasantangelo, ma insegnante a Bisegna, IANNUCCI LUIGI di Cittasantangelo, ma insegnante a Campli, tutti noti sovversivi. Costoro che durante le vacanze di Natale e di Capodanno non avevano sentito il bisogno di venire a trovare le loro famiglie, si affrettarono a venir qui dopo che il Presutti era tornato dalla Russia. Con costoro e con gli altri comunisti del paese, e cioè con Giansante Michele, Di Tizio Leandro, Giansante Rocco, Toni Vincenzo, Presutti Alessandro, il Presutti ebbe parecchi colloqui ed anzi parecchi in uno stesso giorno. In seguito a tali risultanze e dopo che fummo persuasi che il Presutti era sicuro di poter svolgere inosservata la sua propaganda, disponemmo di un ’ accurata e minuziosa perquisizione che venne eseguita il giorno 16 corrente da tutta questa Stazione. Detta perquisizione eseguita molto accuratamente ebbe esito positivo. Furono sequestrati, infatti, in casa del Presutti “Il programma di azione del partito comunista italiano ”parecchi scritti del Presutti, molti opuscoli di propaganda sovversiva, libri ed altro. In seguito a tale risultato abbiamo dichiarato in arresto il Presutti Smeraldo, quale responsabile di cospirazione a danno dello Stato, reato previsto dall’articolo 134 comma 2° del vigente Codice Penale. Detto reato, infatti, si concreta col fatto che più persone abbiano concertato e stabilito di mutare la costituzione dello Stato, la forma di governo, ecc. Ora, esaminando il caso in ispecie, noi troviamo tutti gli estremi suddetti. Sta di fatto che il partito comunista italiano, vistosi debellato dalla balda giovinezza d’ITALIA che in un impeto meraviglioso volle salvare la PATRIA. non rassegnandosi a cadere ai colpi mortali del fascismo, si riunisce in Russia dove manda venti delegati del partito tra cui come afferma il Presutti stesso oltre lui (seguono nomi dei delegati)…
A costoro il partito consegna un PROGRAMMA DI AZIONE perché sia discusso e fatto approvare dal IV congresso dell’internazionale comunista che ebbe luogo dal 5 al 25 novembre 1922 in Mosca.
Il programma è di detto partito, tanto è vero che ne porta il timbro e il Presutti lo discute in detto congresso tanto che, come rilevasi nell’alligato N. 3 egli riferisce sulla parte 3a di esso.
Evidentemente tra i 20 delegati qualche altro doveva riferire sulle altre parti.
Il Presutti che in esso riconosce tutta la importanza del documento, cerca di negare che sia stato discusso nel congresso…
Da ciò si rileva che non è soltanto proposito del partito comunista italiano di abbattere lo Stato Italiano, ma anche fa parte, come dice detto articolo, “DEL PROGRAMMA GENERALE DELL ‘INTERNAZIONALE COMUNISTA ”.
Né il Presutti ne ha fatto un mistero, asserendo nel suo interrogatorio che per arrivare ad uno stato comunista occorre un CAMBIAMENTO DI REGIME…

A questo punto è nostro dovere fare un piccolo riassunto per poter intraprendere il capitolo successivo. Cos’è successo?
Presutti ritorna a Città Sant’Angelo il 5 (o il 4?) gennaio 1923 dalla Russia e viene subito segnalato dalle autorità di polizia del paese sia a Teramo che a Roma. Si incontra ripetutamente con amici e compagni abruzzesi presso la sua abitazione. Il 16 nel corso di una perquisizione viene trovato occultato dietro un quadro il Programma d’Azione del PCdI. Immediatamente si prosegue all’arresto. Nel corso di un interrogatorio magistralmente organizzato dalla polizia “fascista” Presutti ritiene suo dovere fare soltanto i nomi dei delegati del Partito al IV Congresso dell’Internazionale Comunista che erano stati più volte pubblicati sugli organi di stampa, non compromettendo alcun altro e riconoscendo ufficialmente il diritto del Partito a riunirsi nazionalmente e internazionalmente senza pertanto commettere alcun reato. Da questo episodio parte la conferma per l’arresto (che era già stato sollecitato da Mussolini al rientro dei delegati da Mosca ma che non si era potuto attuare alla frontiera essendo questi o con passaporti falsi o rientrati clandestinamente) di tutti i capi comunisti e di una quantità incredibile di militanti, quasi 5.000, per tutta Italia, la maggior parte dei quali prosciolta in istruttoria (e questo è già un precedente di cui ci si varrà positivamente nel processo). Il procedimento contro gli imputati di Teramo e quelli di Roma viene unificato.

Il processo

Il processo si apre a Roma il 18 ottobre 1923.

Il processo si svolge essenzialmente senza colpi di scena, appare abbastanza piatto e costante. La funzione del Pubblico Ministero è quella di marcare l’aspetto di “associazione a delinquere” del PCdI e la sua espressa volontà di organizzare un colpo di mano tramite un complotto contro lo Stato attuale desumendolo dal Programma di Azione del Partito.

La difesa è imperniata su due punti. Un vasto memoriale di Bordiga pubblicato sugli organi di stampa e un Collegio di Difesa che sempre rimarca sia la dignità del partito che i suoi diritti, ma allo stesso tempo presenta il Programma di Azione del Partito come una tesi di discussione, di approfondimento in un ideale massimo di credo marxista, ma non con indicazioni e organizzazione di attività sovvertitrici.

Intanto tra la data del 16 gennaio e quella del 16 luglio (6 mesi spaccati di carcere, prima teramano, poi romano per
Presutti!) qualcosa è successo. Il PCdI è stato decapitato di tutto quanto il suo Comitato Centrale, i militanti sembrano sbandati. Togliatti cerca di rabberciare qui e là. Gramsci è in Russia, intervallando periodi di sanatorio con quelli nei quali si pone allo studio di una sostituzione di Bordiga alla direzione del Partito italiano. Lenin è malatissimo e vigerà nel paese dei Soviet un interregno che durerà sino alla sua morte nel 1924.

Il 26 ottobre 1923 vengono tutti assolti per insufficienza di prove.

Il 1924-1925

“Nel maggio del 1924, a seguito delle elezioni amministrative che si svolsero nel mio paese nativo, Città S. Angelo, ed alle quali io ed un insieme di compagni avevo partecipato presentando una lista, fui nuovamente arrestato con l ’accusa di mandante di un incendio di un garage di un certo Bosica, ma anche questa volta assolto da un magistrato coraggioso per infondatezza dell’accusa”

23 maggio 1925: arrestato dai carabinieri Reali di Città Sant’Angelo siccome imputato dei reati previsti dagli articoli 64 n° 1 e 2, 247, 248, 251, 301, 402 e 103 del Codice Penale ma quasi subito il 9 giugno: è scarcerato perché prosciolto dalla imputazione per insufficienza di prove. Viene vigilato.

Poi come un fulmine a ciel sereno:
(L’ Unità 4 luglio 1925 pag. 2 colonna 3 ultimo riquadro)
ESPULSIONI
Teramo 3
Si è riunito il convegno dei capi zona della provincia. È stata votata la seguente deliberazione: “Il convegno dei capi zona della Provincia di Teramo constatato che il socio Smeraldo Presutti di Città Sant’Angelo si è reso colpevole di gravi inadempienze verso il partito portando un notevole danno all’organizzazione; che à rifiutato di rimanere ai posti di dirigenza ove la fiducia dei compagni lo aveva chiamato, respingendo le sue dimissioni, ne decide la sua radiazione dalle fila del movimento comunista”.

“Nel 1925, provato dalle persecuzioni poliziesche e dalla durezza della lotta, che già si svolgeva in forme semiclandestine, decise di dimettersi e fu per questo radiato dal partito” (dizionario biografico del movimento dei lavoratori – op. citata nella bibliografia)

Ma neppure un mese dopo Presutti manifesta una insofferenza che prima con le sue dimissioni e poi con il loro rifiuto e la trasformazione da parte del Partito in “espulsione” caratterizzerà i successivi quasi 20 anni (sino al’44) della sua vita.
Non è dato sapere perché questo accadde.
Vi sono ipotesi di fronda antibordighista e di “purghe” antitrotzkiste staliniane.
Vi sono ipotesi di somma di stanchezze e delusioni nei febbrili e perseguitatissimi cinque anni di sua ipermilitanza giovanile.
Ma anche ipotesi di prosecuzione clandestina nei contatti col Partito presentata ad arte alla Prefettura come interruzione dei rapporti e cessazione della militanza.

Ma un altro tassello si sta pesantemente scalfendo. Il primo anello della cementata “minoranza di destra” del ’21/’22, Bombacci / Presutti / Graziadei / Tasca, sta facendo veramente una brutta… bruttissima fine.

Anche gli altri due “minoritari” non fanno affascinanti evoluzioni. Tasca è il relatore dell’intransigenza antibordighiana alla riunione del Comitato Centrale del 18 aprile 1934 nel quale accusa il “centro” di Togliatti, Scoccimarro, Terracini e Gramsci di complicità con Bordiga e di “voler assumere il potere eliminando le altre correnti”.

Sfiancato da complessivi 310 gg. di carcere, perci. quasi un totale di dieci mesi durante solo quattro anni. Più un anno abbondante complessivo di compagnia di disciplina militare e tutto questo soltanto in ventisei anni di vita. Riassumiamoli un attimo e chiediamoci per quanto tempo un giovane, all’ inizio giovanissimo, possa durare seppure fortissimamente armato di fede in un ideale e convinzione social politica.

Compagnia di disciplina militare:

  • 30 dicembre 1917 /1 giugno 1918
  • 30 dicembre 1919 / 6 luglio 1920

Arresti politici:

  • 8 marzo 1921 /23 giugno 1921
  • 14 novembre 1921 – 19 novembre 1921
  • 16 gennaio 1923 – 16 luglio 1923
  • 23 maggio 1925 – 9 giugno 1925
  • 31 giugno 1929 – 2 agosto 1929

Ma perché la radiazione?
Ce lo svela, anche se in maniera dogmatica, il vademecum del perfetto clandestino.
Il dovere di un partito politico agente nella clandestinità è quello di rendere il più possibile pubblico l’allontanamento di un suo affiliato. Questa potrebbe essere la ragione del rifiuto di accettazione delle dimissioni per trasformarle in una radiazione. Più ridondante e plateale e facilmente raggiungibile il resto dei militanti, mettendoli in guardia nel non più avere le stesse confidenze politiche di prima con un soggetto ormai extra clan. Non tanto per sfiducia verso lo stesso ma in quanto non più tenuto dall’onore e dalla psicologia di partito a resistere come prima alle torture e alle vessazioni messe in atto dagli avversari per ottenere informazioni.

Dal 1926 alla fine della guerra
Il matrimonio, la famiglia

Il 15 gennaio del 1926, in Città Sant’Angelo, il farmacista Francesco Natali, di comune accordo con la moglie Elvira, dà consenso alle prossime nozze della figlia Letizia (minorenne e pertanto con obbligo di “consenso a matrimonio”) con Smeraldo Presutti che si celebrerà il 18 marzo dello stesso anno.
Intanto, il 6 luglio, la Prefettura di Teramo informa: “Risiede tutt’ora a Città Sant’Angelo… lavora da tipografo ed ha un negozio di cartonaggio e generi di vetreria. Nel marzo corrente anno sposò certa Natali Letizia, di anni 17, di Città Sant’ Angelo”.

Il 2 gennaio 1927 Pescara diventa Provincia perciò sia Città Sant’Angelo che Presutti passano sotto la nuova Prefettura.
Castellamare Adriatico ex teramana si unifica con il corpo di Pescara ex chietina. Il “vate volante” Gabriellino D’Annunzio non può far a meno di sorvolare la sua neo-provincia, come già aveva fatto su Vienna a bordo del caro idrovolante “Alcyone”. Prefettura di Pescara –

30 novembre 1927: Gestisce uno studio fotografico in Pescara, sito al Villino Bianchi

14 agosto 1929: Il 31 luglio 1929 fermato per misure di PS. in occasione della preannunciata manifestazione sovversiva, indetta dall’Internazionale Comunista il 1°agosto, perché ritenuto capace di compiere atti illegali e di distribuire manifestini di propaganda sovversiva. Il 2 agosto successivo messo in libertà previa diffida ai sensi dell ’art. 166 ult. cap. del T. U. delle vigenti leggi di PS.

13 dicembre 1929: è stato munito di carta d’identità ai sensi dell’articolo 3 Testo Unico leggi P.S., quale pericoloso in linea
politica. Il relativo cartellino fu trasmesso al casellario politico centrale della Prefettura di Pescara in data 11-9-29 n ° 890
(allegata ai documenti)

8 ottobre 1931: Risiede a Pescara Corso Umberto I

9 gennaio 1932: Telegramma per Ministero Interno: Presutti il 7-1-32 è partito per Matrice (allertata questura Campobasso)

16 gennaio 1932: Telegramma per Ministero Interni: Presutti è tornato a Pescara da Matrice

8 settembre 1932: … è da considerarsi tuttora fedele ai suoi principi e contrario al regime…

5 aprile 1933: … è da considerarsi fedele alle sue idee e capace di svolgere subdolamente propaganda sovversiva

18 dicembre 1934: Tiene tuttoggi il suo studio fotografico in questo Corso Umberto e si adopera a far fotografie che espone al pubblico, in occasione di tutte le manifestazioni patriottiche che hanno luogo in questa città…

19 dicembre 1935: Esercita il mestiere di fotografo in Via Firenze n° 92 (n.d.a.: questa è una inesattezza della Prefettura, in quanto Presutti abita in Via Firenze ma mai vi ha tenuto lo studio fotografico. Si invitano i “controllanti” ad essere più precisi nelle loro relazioni – sic!-)

28 giugno 1935: Avendo destato alcuni sospetti in linea politica è stata eseguita una perquisizione al suo domicilio, con esito negativo.

9 aprile 1942: è l’ultima data di sorveglianza!

La guerra ormai fibrilla con alti e bassi da quasi tre anni. Gli americani sono sbarcati il 10 luglio in Sicilia e piano piano stanno raggiungendo da una parte la Campania, dall’altro la Puglia. C’è stato il 25 luglio e Mussolini Benito ha cominciato il suo girovagare tra Ponza e La Maddalena, per poi arrivare in Abruzzo.

Il 31 agosto 1943 avviene il primo bombardamento alleato su Pescara: 1900 morti e feriti. Distrutta l’ala del Palazzo del Governo che ospita il Presidio Militare, l’Albergo Leon d’Oro in Piazzale della Stazione, il Palazzo delle Poste e la zona di via Fabrizi / via Firenze.
Presutti è solo in casa con la secondogenita Annamaria.
Padre e figlia si riparano frettolosamente sotto uno stipite. Anna prega e Smeraldo le dice in dialetto:- Ma che ti preghi! – Bisogna subito organizzare lo sfollamento verso Città Sant’Angelo.
Smeraldo con i suoi figli raggiunge l’angolana casa patema in Corso Umberto dove ora vive papà Nicola insieme alla famiglia del fratello Dantino.
A tavola sono tanti e presto, dopo l’8 settembre, verranno raggiunti da altri quattro rifugiati, il fratello Alberto che militare in Teramo si sbanda e poi si nasconde con la famiglia recludendosi nella torretta della casa.

L’8 settembre nel Piazzale dell’Aeroporto di Pescara arriva il corteo del Re in fuga con intenzione di imbarcarsi per Brindisi dal porto della città. Sulla Tiburtina si comincia a segnalare un intenso traffico di mezzi tedeschi. I reali dunque si trasferiscono prima a Crecchio e poi nel porto di Ortona dove riescono ad imbarcarsi.

Lo stesso giorno avvengono lo sbando e la liberazione dei prigionieri del campo di concentramento di Città Sant’Angelo nell’ex Manifattura Tabacchi. Al suo interno erano “ospitati” 200 internati politici di cui 26 comunisti “segnalati pericolosi” dalla Prefettura di Pescara.

Il 14 settembre: il secondo bombardamento. 2000 tra morti e feriti. Esodo totale dei pochi rimasti. Anche il 17 e il 20 altre bombe aeree alleate con la città completamente spopolata. Nel frattempo i Comandi tedeschi si sono insediati nelle Ville De Landerset, Montani e Durini.

Presutti, catturato in una retata dalle S.S. viene da queste condotto nel campo di concentramento di Montesilvano. È un grosso e malridotto casale cantonale disposto su due livelli dove vengono ammonticchiate circa cento persone. Si sparge la notizia. La famiglia entra in ansia. Smeraldo non è più tanto giovane, ha quarantacinque anni e non è certo un uomo di fatica se lo obbligano ai lavori forzati. A casa si prepara un cambio e qualcosa da mangiare, cose che vengono recapitate dal figlio Giannino e dal nipote Nicolino. I guardiani mangiano il cibo e arrestano anche i due ragazzi. All’inizio il casale è tenuto da giovani tedeschi, in un secondo momento questi ne lasciano la guida ad attempati soldati austriaci. È il momento di tentare la fuga.
Smeraldo è già stato rilasciato poiché convalescente, ma anche conoscitore della lingua tedesca. È sempre meglio avere un interprete nei paraggi! I due cugini si lasciano cadere dal tetto e in mezzo al fango iniziano una lunga ed estenuante fuga. Nell’attraversamento di un guado alcuni loro compagni annegano tra le acque gonfie e limacciose del torrente. Ma alla fine i tre si ritrovano fortunatamente nell’accogliente casa di Corso Umberto grattandosi un po’ a causa della scabbia che gli era stata regalata da quella rocambolesca esperienza.

Il 12 giugno 1944 il maggiore Manifola, ufficiale per gli affari civili del Governo Militare Alleato, insedia (obbligando alle dimissioni il commissario Giovanni Colliva) una reggenza provvisoria in Città Sant’Angelo. Nomina commissario Michele Giansante (maestro e muratore) affiancato da una consulta di cinque: Gelindo Casazza – Rosolino Di Giampietro – Giovanni e Nicola Iannucci – Smeraldo Presutti. C’è forte commozione e assembramento di popolo che obbliga i membri insediatisi ad affacciarsi dal balcone del comune. Il prof. Giovanni Iannucci tiene un comizio di liberazione. I suoi occhi sono velati come quelli di Presutti che gli è a fianco e traguarda i colli e i campi angolani con amore e riscatto, rivolgendo un sorriso all’edificio lì di presso dove sono racchiusi sani e salvi da tutta la buriana bellica i suoi affetti familiari. Ora inizierà… un’altra vita (un’altra delle tante che fino a qui Smeraldo ha conosciuto!)

Ma non tutti i guai sono finiti:
“Nel 1944 ritornando a Pescara, dopo lo sfollamento, trovai il mio studio fotografico distrutto totalmente da un incendio che le S.S. avevano appiccato ivi condotte da elementi fascisti”.

Dal dopoguerra al 1984

Ed è proprio nel’48 che la recrudescenza neofascista dei missini prende piede arrivando a congetturare un assalto della sezione comunista di Città Sant’Angelo dove viene aggredito il 29 aprile proprio quell’Alessandro Presutti che omonimo di Smeraldo, ma non parente, aveva condiviso con lui l’arresto nel ’23.

Lascia il segno nella città sia come politico che come grande artista della fotografia. Lo “Studio Presutti” in corso Umberto a Pescara che condivide con la sua nuova compagna Edvige e il di lei figlio, è meta di pubblico in cerca di foto di qualità, di cerimonie, di matrimoni, ma principalmente di ottime pose di studio con aggiustamenti e ritocchi perfezionistici.

Il 12 giugno 1975 gli viene riconosciuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il ruolo di “perseguitato politico antifascista” per benefici di cui all’ art. 5 della legge 10-3-1955, per i periodi dal 4.3.1921 al 9.6.1925 e dal 31.7.1929 al 2.8.1929.

Morì il 9 maggio 1984.

Commemorazione nella Camera Ardente allestita nella sezione ‘Eugenio Curiel” sede centrale del P.C.I. di Pescara -10-5-1984:
…Avevi 22 anni quando, dirigente della Gioventù Socialista, partecipavi a Livorno all’assemblea congressuale socialista del 21 gennaio 1921. Un gruppo di giovani decise di abbandonare quell’assemblea e ti recavi in un altro teatro di Livorno, dove fu fondato questo nostro partito. Quei giovani erano diretti da Bordiga, Gramsci, Terracini, Togliatti e fra quei giovani c’era Smeraldo Presutti. Erano anni terribili…
… E su quel manifesto firmato dai membri della presidenza del IV Congresso dell’Internazionale, tra i comunisti italiani insieme a Gramsci, D ’Onofrio, Bordiga, Longo, Marabini, Scoccimarro, Tasca c’era anche la firma di Smeraldo Presutti, che sempre si era battuto, in polemica con l’opinione della maggioranza, per estendere l’unità d’azione con i socialisti, dal sindacato alla battaglia politica. Quando la delegazione doveva tornare in Italia, tutta la polizia era mobilitata nella caccia ai comunisti. Mussolini in persona aveva dato l’ordine il 30 dicembre di arrestare Bordiga, Gramsci, C. Ravera, Scocciamarro, Tasca e Presutti. I dirigenti, che ormai vivono e operano clandestinamente, un mese soltanto riescono a sottrarsi all’arresto, poi, a migliaia, i militanti e i dirigenti più noti vengono arrestati a febbraio del ’23. Anche Presutti, a Teramo, verrà arrestato e rinviato a giudizio presso il Tribunale Penale di Roma, con imputazioni inventate (come l’eccitazione pubblica alla rivolta e l’incitamento all’odio). In ottobre si celebra il processo e tu eri imputato come dirigente centrale del Partito Comunista. Furono anni, per i comunisti e l’intero Paese, durissimi…

La sua vita in breve
Cronologia 1898 /1984

  • 1-12-1898: nasce a Città Sant’ Angelo da Nicola e Manetta De Stephanis
  • Giugno 1915: si diploma maestro presso la Scuola Normale Promiscua “Bertrando Spaventa” di Città Sant’ Angelo
  • Ottobre 1915: istitutore al Convitto Nazionale di Chieti
  • Ottobre 1916: supplente in una scuola di Cisterna di Latina
  • 6-2-1917: soldato di leva di prima categoria nel 9° Reggimento Artiglieria da Campagna
  • 16-4-1920: nella compagnia di disciplina di punizione di Ponza
  • 14-11-1920: congedo dallo stabilimento militare di pena di Gaeta. Procedimento penale “per vilipendio alle istituzioni e per eccitamento all’odio di classe”
  • Novembre 1920: diventa dirigente della Federazione Giovanile Nazionale socialista e segretario della sezione di Città Sant’Angelo
  • 2-12-1920: partecipa al comizio contro gli sfratti in Castellamare Adriatico
  • 8-12-1920: partecipa al Convegno di Rosburgo degli amministratori socialisti
  • 15-1-1921: Congresso nazionale del P.S.I. in Livorno al Teatro “Goldoni”
  • 25-1-1921: costituzione del Partito Comunista in Livorno al Teatro “San Marco”
  • Gennaio 1921: lascia la presidenza della Sezione socialista di Città Sant’Angelo
  • Febbraio 1921: relatore al Congresso Costitutivo del PCdI di Giulianova
  • 4-3-1921: diventa segretario della Camera di Lavoro di Castellamare Adriatico. Prima segnalazione della Prefettura di Teramo: denunciato dall’ Ufficio di P.S. di Castellamare Adriatico per complicità in sequestro di persona e attentato alla libertà del lavoro in occasione di uno sciopero di manovali e muratori
  • 8-3-1921: inviato dal Partito a dirigere la Camera di Lavoro di Ancona. Viene arrestato perché trovato in possesso di una rivoltella senza licenza e per mancata denunzia della rivoltella stessa
  • 12-3-1921: sentenza del Pretore: condannato a mesi 3 e gg. 10 di arresto
  • 15-3-1921: mandato di cattura spiccato dalla Regia Procura di Teramo per i reati per cui denunciato il 4 marzo e tradotto da Ancona a Teramo
  • 15-5-1921: viene candidato per il PCdI alle elezioni politiche – non viene eletto
  • 23-6-1921: viene posto in libertà provvisoria dal carcere di Teramo e rimpatriato a Castellamare Adriatico con foglio di via obbligatorio
  • 4-9-1921: si reca alla riunione del gruppo comunista di Rosburgo e al ritorno viene ferito alla testa da un’armata di fascisti di Roseto
  • 18-9-1921: interviene al congresso provinciale del PCdI di Orsogna
  • 20-9-1921: fermato a Popoli per misure di P.S. e rimpatriato con foglio di via obbligatorio
  • 13-10-1921: interviene in Teramo al Secondo Convegno Giovanile Comunista
  • 22-10-1921: tiene un comizio in Pescara per Sacco e Vanzetti insieme agli anarchici
  • 24-10-1921: viene nominato Segretario Provvisorio della Camera di Lavoro di Teramo
  • 14-11-1921: arrestato per aver istigato a tagliare i fili della corrente elettrica della centrale di Teramo, in occasione dello sciopero dei fornai
  • 19-11-1921: posto in libertà provvisoria
  • 10-2-1922: prende parte al Congresso Federale Comunista a Giulianova
  • 22-2-1922: articolo di discussione precongressuale su “L’Ordine Nuovo”. Bordiga gli risponde sullo stesso giornale il 24
  • 15-3-1922: seconda parte dell’articolo di discussione precongressuale su “L’Ordine Nuovo”. Bordiga gli risponde sullo stesso giornale il 19
  • 20-3-1922: II Congresso del PCdI a Roma
  • 11-5-1922: lascia la carica di segretario della Camera di Lavoro della Sezione Comunista di Teramo e ritorna a Città Sant’Angelo
  • 15-9-1922: intervento nella Riunione della Commissione del programma per il IV Congresso Internazionale Comunista – Roma
  • Ottobre 1922: ulteriore scissione in seno al XIX Congresso socialista con fuoriuscita dei riformisti
  • 18-10-1922: parte per la Russia
  • 28-10-1922: Marcia su Roma
  • 5-11-1922: inizio IV Congresso dell’Intemazionale Comunista a Mosca – Termina il 25
  • 24-12-1922: telegramma del Ministero dell’Interno al prefetto di Trento su vigilanza ai confini per il rientro da Mosca di Presutti e Arcuno
  • 29-12-1922: i nomi dei delegati in calce al Manifesto contro il fascismo a Mosca vengono pubblicati su “L’Avanti!”
  • 5-1-1923: rientra a Città Sant’ Angelo
  • 16-1-1923: perquisizione e arresto
  • 19-1-1923: interrogatorio e verbale di Bianchini e Lisi
  • 3-2-1923: arresto a Roma di Bordiga
  • 16-7-1923: Presutti rimesso in libertà vigilata e rimpatriato con foglio di via obbligatorio in Città Sant’Angelo
  • 30-7-1923: rinviato insieme con altri al giudizio del Tribunale per rispondere del reato di cui all’ articolo 251 del Codice Penale
  • 18-10-1923: apertura del Processo di Roma contro la Centrale del PCdI
  • 26-10-1923: sentenza di assoluzione per insufficienza di prove
  • Maggio 1924: candidato alle elezioni amministrative in Città Sant’Angelo. Arresto con l’accusa di mandante di un incendio di un garage – assolto (su sua bozza autobiografica, ma forse si riferisce all’ episodio del 23-5-1925)
  • 31-7-1924: eletto presidente della Federazione Internazionale Provinciale Teramo/Chieti
  • 23-5-1925: arresto in Città Sant’Angelo con imputazione dei reati previsti dagli articoli 64 n° 1 e 2, 247,248, 251, 301, 402 e 103 del C. P.
  • 9-6-1925: scarcerato perché prosciolto dalla imputazione per insufficienza di prove
  • 4-7-1925: espulso dal Partito
  • 18-3-1926: matrimonio
  • 6-7-1926: lavora da tipografo ed ha un negozio di cartonaggio e generi di vetreria
  • 11-10-1926: nascita del figlio Giannino
  • 2-1-1927: Pescara diventa Provincia. Vigilanza dalla Prefettura di Teramo a quella di Pescara
  • 30-1-1927: gestisce uno studio fotografico in Pescara, sito al Villino Bianchi
  • 26-2-1929: nascita della figlia Annamaria
  • 31-7-1929: fermato per misure di P.S. in occasione della manifestazione indetta dall’Internazionale Comunista il 1° agosto – viene rimesso in libertà il 2 agosto
  • 28-8-1930: nascita del figlio Augusto
  • 8-10-1931: negozio di fotografo e abitazione in Corso Umberto I
  • 19-12-1935: negozio di fotografo in Via Firenze, 92
  • 25-7-1935: eseguita una perquisizione al suo domicilio, con esito negativo
  • 7-12-1936: nascita della figlia Gigliola
  • 9-4-1942: data dell’ultima nota di sorveglianza della Prefettura di Pescara
  • 31-8-1943: primo bombardamento alleato su Pescara e sfollamento con i figli a Città Sant’Angelo
  • 27-12-1943: liberazione di Ortona da parte dei canadesi dell’8a Armata
  • 1944: rinchiuso dalle S.S. nel campo di concentramento di Montesilvano con il figlio Giannino e il nipote Nicolino e successiva fuga
  • 12-6-1944: liberazione di Pescara da parte del 5° Corpo d’Armata. Insediata una reggenza provvisoria in Città Sant’Angelo: commissario Giansante affiancato da una consulta di cinque: tra questi Presutti
  • Giugno 1944: ritornato a Pescara, dopo lo sfollamento, trova lo studio fotografico distrutto totalmente da un incendio che le S.S. avevano appiccato, ivi condotte da elementi fascisti
  • 1946: segretario della “sezione Antonio Gramsci” dà vita al bollettino interno “La voce del partito”
  • Settembre 1947: interviene con altri a Pescara per il PCI nel consiglio comunale straordinario nel quale propone un grande comizio in Pescara per la ricostruzione della stazione e un invio di una delegazione al Ministero di Roma
  • 1951: responsabilizzato nella presidenza del “Giornale della Pace”, periodico del Comitato provinciale dei Partigiani della Pace
  • 10-6-1951: nelle elezioni amministrative il P.C.I. diventa il primo partito della città ed entra al comune con Chiola sindaco. Sino al 1956
  • 1954: eletto nel Comitato Federale del PCI. Responsabilizzazione nei rapporti con i ceti intermedi e gli artigiani – entra nella Commissione di Controllo del Partito
  • 1971: secondo matrimonio
  • 9-5-1984: data della morte
Fonte:
Smeraldo Presutti da Città Sant Angelo a Mosca – Fabrizio Tripoti – Samizdat Edizioni 2003